Verdi e la politica

Verdi partecipò attivamente alla vita pubblica del suo tempo. Fu, come si è accennato, un patriota convinto, anche se nell’ultima parte della sua vita traspare, dall’epistolario e dalle testimonianze dei suoi contemporanei, una disillusione, un disincanto, nei confronti della nuova Italia unita, che forse non si era rivelata all’altezza delle proprie aspettative. Fu sostenitore dei moti risorgimentali (pare che durante l’occupazione austriaca la scritta “Viva V.E.R.D.I.” fosse letta come “Viva Vittorio Emanuele RdItalia“). Cavour lo volle candidato alla Camera del primo parlamento del Regno d’Italia (1861-1865), eletto come Deputato nel Collegio di Borgo San Donnino, l’attuale Fidenza, al ballottaggio del 3 febbraio 1861. Il Re lo nominerà poi, per motivi culturali e perché fra i maggiori contribuenti del Regno, senatore nel 1874. Fu anche consigliere provinciale di Piacenza. Rappresentò, e continua a rappresentare per molti italiani, la somma di tutti quei simboli che li hanno guidati all’unificazione nazionale contro l’oppressione straniera.